Quando un’esperienza ti apre un mondo

Mi chiamo Giulia Hawley, ho 30 anni e sono nata e cresciuta a Vicenza. 

A 21 anni la mia vita ha inaspettatamente preso una strada completamente nuova e i 6 mesi che dovevo trascorrere negli Stati Uniti si sono trasformati in ben 7 anni.

In questo periodo a Nashville, Tennessee, ho avuto modo di incontrare mio padre per la prima volta, di sposarmi, di acquistare la mia prima casa e di iniziare la mia carriera lavorativa nel mondo del marketing, all’interno di una banca.

Nonostante sia io che mio marito avessimo un tetto sopra la nostra testa e due carriere ben avviate, nel nostro cuore c’è sempre stata la voglia di viaggiare, di fare nuove esperienze all’estero e per me, di tornare a casa.

Dopo diversi mesi di riflessione, entrambi abbiamo deciso che la nostra vita sarebbe stata oltreoceano, almeno per un pò, in Italia, che se non altro valeva la pena provarci. Abbiamo così iniziato un nuovo capitolo della nostra avventura a Vicenza. 

Dopo un paio di mesi, una cara amica mi ha introdotto ad un gruppo di persone incredibili, ovvero il team di TEDx Vicenza. Ovviamente conoscevo già TED e TEDx Vicenza, ma mi ha profondamente colpito il lavoro di squadra, l’impegno e il duro lavoro che questi volontari mettono nell’organizzazione di un evento come questo. Ho subito voluto essere anche io parte di questa nuova energia, di questo spazio interamente dedicato alle idee da condividere. Tra gli organizzatori ho avuto modo di collaborare con Andrea Manticò, Art Director e CEO di Caratti E Poletto, ed è così iniziata anche un’esperienza lavorativa che mi ha aperto gli occhi: per la prima volta ho conosciuto cosa significa avere un lavoro che ti appassiona, che ti piace. 

Sembra scontato per alcuni, ma per me è sempre stato difficile individuare la mia strada dal punto di vista professionale. Un lavoro ha sempre rappresentato un mezzo per poter poi fare le cose che mi piacevano nel mio tempo libero. Ho sempre avuto tante passioni, tanti interessi, ma non ho mai finito un corso di studi universitario e quando ho iniziato a lavorare negli Stati Uniti nel mondo bancario sono stata promossa a Marketing Specialist, dove ho avuto un primo assaggio di quello che poteva essere il mio mondo. 

Ma lavorare in un’agenzia, è tutta un’altra cosa. Se come Marketing Specialist in banca potevo intravedere la mia strada, essere una Project Manger in agenzia mi ha dato la visione precisa di dove voglio andare e di chi sono dal punto di vista professionale. 

Sono infinitamente grata ad Andrea Manticò e Giuliano Caratti che, nei primi colloqui, hanno avuto la lungimiranza di vedere in me del potenziale e mi hanno aperto non solo le porte dell’agenzia, ma anche quelle della creatività. 

Un conto è fare marketing per una banca, per una sola azienda. Un conto è entrare in contatto con mondi diversi, ogni giorno, conoscere e scoprire che cosa significa lavorare nelle terapie avanzate, piuttosto che nel mondo della moda o dell’entertainment… Quello che mi ha affascinato di più è stato capire che lavorare in un’agenzia creativa non significa semplicemente conoscere quei mondi ma, in un certo senso, entrarci. Perché come si può raccontare un brand in un’immagine o in un payoff senza averne davvero conosciuto l’anima, le persone che ci stanno dietro, senza cominciare già a delinearne insieme il futuro dei prossimi 5 o 10 anni? 

Come si può davvero avere una visione senza costruire prima le fondamenta, le basi per renderla unica? Come possiamo dare vita a un’idea senza metterci il cuore?

Il team di Caratti e Poletto, con cui ho collaborato per 18 mesi, mi ha insegnato proprio questo. Certo, l’ambiente creativo di un’agenzia è fatto anche di scadenze, urgenze, ci sono task e ci sono budget, ma ci sono soprattutto passione, creatività e lavoro di squadra.

Le persone nel mio team mi hanno dedicato il tempo necessario per affinare le mie capacità, hanno condiviso con passione il loro lavoro in modo che io, come Project Manager, potessi delineare un progetto dall’inizio alla fine conoscendo bene tutti i pezzi che lo compongono. Il mio team ha creduto in me (per fortuna!), mi ha reso parte integrante di un ambiente in grado di ispirare e aprire la mente, hanno capito che anche il mio lato creativo, seppur occupando una posizione non prettamente creativa, aveva un suo peso. In questi mesi, grazie a queste persone, ho scoperto che la mia passione per scrivere si traduce in payoff, script, caption, articoli, adv. La mia attitudine all’ordine e all’organizzazione si manifesta in task, deadline, budget, in un progetto finito e senza errori. E anche la mia immaginazione e visione personale diventa un contributo ad un’idea in grado di catturare l’anima di un’azienda e di emozionare.

La mia vita personale, per diverse vicissitudini, mi riporta negli Stati Uniti a fine 2018. Non è stata una scelta fatta a cuor leggero e il team di Caratti e Poletto l’ha capito. Sono grata per il tempo trascorso in agenzia, per aver conosciuto un team come pochi e per questa esperienza, perché ora affronto il mondo del lavoro con una sicurezza che non ho mai conosciuto prima, ovvero quella di sapere esattamente la direzione in cui voglio andare. Grazie, Caratti E Poletto.